Questa volta sono dieci. Tra il 23 Novembre (ultimo post sui gironi da ricrodare) e oggi, sono 10 i giorni che mi hanno insegnato qualcosa e di cui bisogna tenere nota.
Giorni che ricorderemo, insegnamenti che impareremo, cose interessanti viste, sentite, usate o scoperte…
Quindi ecco i dieci giorrni che mi hanno insegnato:

10. Che nel mondo della fotografia la vera star è il fotografo.
Benedusi_tcm80-636600L’ho capito stando una sera a fianco di Settimio Benedusi, un grande fotografo, e ho potuto imparare come il carisma e la bravura di una sola persona, siano veramente il fulcro di tutto quel business che gira intorno alla fotografia. Io sono abituato a lavorare con registi, anche importanti magari, ma un regista senza un’operatore di ripresa è pressochè inutile, c’è poi il direttore della fotografia, e le altre manovalanze che servono a mettere il regista nella condizione migliore di poter lavorare. In fotografia invece c’è solo lui, il fotografo (magari con il suo assistente, ok) ma lui e solo lui decide, comanda, agisce e crea l’arte. Lo paragonerei ad un cantautore. Ad un poeta. Ad un pittore appunto. Sarà ovvio, sarà scontato che il fotografo sia così, ma prima di conoscere Settimio Benedusi, non l’avevo capito.

9. Che se bevi Ubuntu non ti stai bevendo un Sistemo Operativo Linux.
64559 - Ubuntu ColaAnzi, stai facendo del bene ai paesi più poveri del mondo. Ubuntu Cola è una bevanta commercializzata in Italia attraverso il circuito Altro Mercato (Quello delle Botteghe del Mondo, e del mercato Equo e Solidale) e marchiata Fair Trade. Una via di mezzo tra una Coca Cola e un Chinotto. E’ buona (mai come la potente Coke americana), forse un po’ meno gasata della cugina più famosa (meno problemi di rutti collegati), e bevuta fresca disseta abbastanza. In più riempie il cuore di “animo buono” per il risvolto, per nulla marginale, etico e solidale legati alla bevanda. Una riconferma che se si vuole, si puo’ cambiare un pochino questo mondo.

8. Chi ha la bocca ed un computer di sente un guru del web, e di Pace non ne vedo.
Si moltiplicano a dismisura, e ogni occasione è buona per parlare del fenomeno internet (chiamarlo fenomeno ora mi sembra un po’ strano). Ne parlano in conferenze, a presentazioni, via web, di persona, anche sui libri. Tutti dicono la loro, e sembra che tutti abbiano scoperto l’acqua calda. Ora propongo pure il Nobel per la Pace ad Internet, bhò, forse più meritato di Obama, ma il presentimento che forse in questo periodo storico un Nobel per la Pace non lo si possa dare a nessuno? Solo io ho questo pensiero?

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