Una volta ci passavamo le cassettine. (Disamina lucida sul Copyright nel Web 2.0)
15 gen 2010
Non sono mai riuscito a farmi un’idea precisa sul grande dilemma del web 2.0
Come faccio ad usare YouTube e allo stesso tempo non violare le leggi sul copyright?
E’ vero, se su youtube caricassi solo filmati fatti da me, senza musica di sottofondo, che non riprendano altre persone oppure oggetti coperti da copyright, potrei farcela.
Ma ci rendiamo conto che è impossibile?
La maggior parte di noi NON usa YouTube per chissà quali scopi commerciali o economici.
Il più delle volte funziona così: vado fuori con la fidanzata, ci facciamo un video con il cellulare 3/4 foto anche brutte, poi torno a casa, prendo la nostra canzone d’amore preferita, metto tutto insieme in una accozzaglia di suoni e colori grazie a Windows MovieMaker (mai usato, e mai pensato di usarlo n.d.a.) e poi lo metto sul sito per regalarlo al mio amore. Leggi il resto »
Da un uomo che pensa.
5 gen 2010
Vi trascrivo qui di seguito una lettera, presa dal Corriere delle Sera del 4 gennaio.
Una lettera di un uomo, direi importante.
Vorrei che la leggeste. Non vi dico chi è e non vi dico altro.
Commentate e ditemi la vostra, dopo di che vi svelerò (se non lo avrete già indovinato) chi è lo scrittore.
Gentile direttore, ho letto ieri con grande interesse l’ articolo di Rita Querzé sul Corriere. Che ogni giorno si gettino nella spazzatura quintali e quintali di pane e di altri alimenti è semplicemente assurdo. In Italia, ogni anno, si sprecano un milione e mezzo di tonnellate di cibo, quasi quattromila tonnellate ogni giorno. Ciascuna famiglia spreca cibo per circa 450 euro e, solo a Natale, finiscono al macero prodotti per un valore di 52 euro a nucleo familiare. È evidente che bisogna cambiare qualcosa nel nostro modo di consumare e di intendere il cibo. Fino a poco tempo fa, tutti noi appartenevamo a una cultura, quella contadina, per cui sprecare il cibo era uno scandalo. Procurarselo costava fatica e per questo si conosceva il valore delle cose, il valore del piatto che si riusciva a portare in tavola.
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I teatranti… io e Marco Paolini
14 dic 2009
Parafrasando.
Ieri sera al Teatro Smeraldo di Milano, mentre qualcuno tirava un duomo in faccia al premier, mi sono goduto uno degli spettacoli teatrali più belli che potevo immaginare.
La cosa più bella di tutte e che ogni volta che vedo Marco Paolini, torno a casa con qualcosa in più nel mio bagaglio culturale, che sia Galileo, il Vajont o che sia il principio di indeterminazione di heisenberg .
“I Miserabili – Io e Margaret Tatcher” uno spettacolo di oltre due ore con Marco Paolini e i bravissimi Mercanti di Liquore. Un racconto a più personaggi, tenuti insieme dalle canzoni dei Mercanti, a cui Paolini da voce per raccontare la loro situazioni di Miserabili.
Un dialogo tra l’attore e la signora di ferro, cerca di farci capire che dopo l’arrivo della politica liberista di Regan e Co. nulla è stato più come prima. Le regole, che ora in molti chiamano a gran voce, c’erano già, ma dieci anni di politiche economiche portate avanti dai governi Tatcher e Regan le hanno spazzate via, e per noi è stata solo: deregulation.
Affronta mille temi Paolini all’interno di questo spettacolo. La versione è la stessa (con qualche riferimento all’attualità) di quella andata in onda su La7 un mese fa.
Voto pieno per Marco Paolini e i Mercanti di Liquore, ed un ringraziamento per avermi fatto trascorrere un Santa Lucia diverso ed intenso.
Giobbe Covatta a Bergamo.
10 dic 2009
Sotto una pioggia scrosciante, in una Bergamo ancora più fredda del solito, ho visto lo scorso 3 dicembre al Pala Creber (sta per Credito Bergamasco, non lo sapevo) uno spettacolo di Giobbe Covatta.
Quale? A leggere il cartellone si intitolava Recital, a sentire lui si intitolava Trenta.
Voglio dare fiducia a Giobbe e pensare che il titolo esatto sia il secondo.
Due ore di continue battute, e riflesisoni (molto vicine al sociale) partendo dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che è appunto divisa in trenta articoli. La tournè di Covatta con questo spettacolo partirà ufficialmente a giorni. Io insieme ai pochi che hanno voluto spendere qualche euro per qualcosa di interessante (in un Pala Creber semi vuoto) abbiamo assistito ad una preview, quasi una prova generale in scena. Lo spettacolo regge, forse in alcuni punti un po’ lento, ma sicuramente dovuto alla poca dimestichezza di Giobbe con questo testo nuovo, diamogli qualche settimana e sarà pronto per diventare un cult come i precendenti spettacoli di Covatta.
L’ho capito stando una sera a fianco di
Anzi, stai facendo del bene ai paesi più poveri del mondo.
Si moltiplicano a dismisura, e ogni occasione è buona per parlare del fenomeno internet (chiamarlo fenomeno ora mi sembra un po’ strano). Ne parlano in conferenze, a presentazioni, via web, di persona, anche sui libri. Tutti dicono la loro, e sembra che tutti abbiano scoperto l’acqua calda. Ora propongo pure il Nobel per la Pace ad Internet, bhò, forse più meritato di Obama, ma il presentimento che forse in questo periodo storico un Nobel per la Pace non lo si possa dare a nessuno? Solo io ho questo pensiero?